Sappiamo bene che la parola “superfood” fa subito pensare a bacche esotiche dai nomi impronunciabili o semi minuscoli da spargere ovunque. Ma se vi dicessimo che anche una semplice pasta, fatta bene, può rientrare a pieno titolo in questa categoria?
Sì, perché la nostra pasta fatta con semola di grano duro macinata a pietra nasconde dentro di sé un piccolo tesoro: il germe di grano.
Il cuore del chicco che fa bene
Il germe di grano è la parte più preziosa del chicco. Ricco di vitamine del gruppo B (che fanno bene al metabolismo e al sistema nervoso), vitamina E (che è un potente antiossidante), minerali, proteine e grassi buoni, il germe è un concentrato di salute.
Peccato che con la molitura moderna, quella a cilindri, venga quasi sempre eliminato per ragioni di conservazione e resa. Insomma, la farina moderna è spesso “più povera” di sostanze utili al nostro organismo. Ma con la macinazione a pietra questo non succede. Perché nella frantumazione del chicco, una parte del germe resta “intrappolato” nella semola. Perciò, con la nostra pasta è un po’ come mettere in tavola non solo un bel piatto saporito ma anche un piccolo integratore naturale.
Superfood o super pasta?
E allora, possiamo dirlo? Forse la nostra pasta ha tutte le carte in regola per essere una super pasta.
Del resto, il germe di grano viene venduto come integratore a sé stante. Ma noi lo abbiamo già dentro il nostro pacchetto di pasta. Naturale, buono e al posto giusto.
E se un superfood si riconosce dalla ricchezza di nutrienti positivi, allora… sì: la nostra pasta un po’ super lo è davvero.
Non è integrale, ma è “quasi”
Qualcuno, vedendo un colore un po’ scuro nel piatto, potrebbe pensare: “Ma questa pasta è integrale?”.
Risposta: no, non lo è.
La nostra semola macinata a pietra non conserva la crusca grossolana e fibrosa tipica delle farine integrali. Quella parte — che a volte può risultare pesante — viene eliminata. Ci troviamo quindi davanti a una semola semi-integrale, un giusto equilibrio tra gusto, leggerezza e valori nutrizionali.
Il colore più ambrato della pasta? È solo un segnale che c’è più sostanza. Non dovrebbe quindi creare “allarme”: dovrebbe mettervi di buon umore.
Una pasta che sa di grano (e di buono)
Oltre ai benefici nutrizionali, il germe di grano dona alla pasta un profumo più intenso, una digeribilità maggiore e una consistenza più rustica, che tiene bene la cottura e accoglie il sugo come si deve.
Insomma, una pasta che non si limita a “riempire”, ma che nutre davvero. E lo fa con stile.
Se vi va di provarla, la trovate sempre qui — e se vi fa bene (spoiler: vi farà bene), ditelo anche agli amici. Magari diventa virale, come certe bacche che arrivano da lontano… ma con molto più gusto.
Qui invece potete vedere la “diretta” della molitura del nostro grano, fatta in un piccolo mulino a pietra, ai piedi del Gargano


Il cuore del chicco che fa bene